Non è retorica dire che rispettare le donne non significa celebrarle un giorno all’anno con un mazzo di mimose. Significa riconoscere il loro valore ogni giorno, nei fatti, nelle opportunità di lavoro, nella sicurezza che lo Stato deve garantire, nella dignità che nessuna legge può ancora del tutto assicurare. Io credo nelle donne che lavorano – in tante nelle nostre aziende – che costruiscono, che resistono. Credo in quelle che amministrano le nostre comunità, che tengono insieme famiglie, che studiano e competono. E credo che una politica seria debba misurarsi su questo, ovvero su quanto riesce a costruire condizioni concrete di equità, non su quanto sa essere eloquente nell’elogiarla. Oggi, come ogni giorno, il nostro impegno è per una comunità in cui nessuna donna si senta sola, invisibile o in pericolo. Buon 8 marzo, dunque, non come rito, ma come promessa rinnovata.

