Home Rassegna stampa MIGRANTI: SBAGLIATO INSERIRE TANTE PERSONE IN UN'UNICA STRUTTURA

MIGRANTI: SBAGLIATO INSERIRE TANTE PERSONE IN UN'UNICA STRUTTURA

Quanto è accaduto a Cona dimostra in maniera tangibile che l’accoglienza basata sulla concentrazione di tante persone in un’unica struttura è sbagliata. Abbiamo bisogno, invece, di un modello di integrazione improntato all'equilibrio, che favorisca la dislocazione sul territorio di piccoli gruppi di persone. E’ evidente che ciò richieda una comune assunzione di responsabilità, innanzitutto da parte di quelle istituzioni europee che non possono lasciare l’Italia da sola a gestire il notevole flusso di migranti e profughi provenienti in particolare dal Nord Africa.

Ci sono piccole realtà, anche di 1000 abitanti che si sono ritrovate ad accogliere gruppi di profughi di trenta, quaranta persone. E’ chiaro a tutti che questo tipo di accoglienza non può funzionare, specie se mancano del tutto progetti di inserimento e coinvolgimento di queste persone nella vita sociale delle comunità che le ospitano. Abbiamo bisogno, pertanto, di quote ragionevoli, individuate in proporzione agli abitanti dei comuni ospitanti e in ragione delle caratteristiche di ogni singola realtà.

Va dato atto, intanto, del buon lavoro del nuovo Ministro dell’Interno e del Prefetto Gabrielli. L’auspicio è che al necessario rigore nei rimpatri si aggiunga una posizione altrettanto ferma del nostro Governo con le istituzioni europee, chiamate a promuovere sul tema migranti una maggiore solidarietà tra gli stati.

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